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I problemi creati dalla fauna in cittą
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Storni, piccioni e altri animali "problematici": le soluzioni incruente della LIPU di Latina

Operazione Storni

Carta di identità

  • Nome scientifico: Sturnus vulgaris
  • Dimensioni: 21 cm, peso ca. 70-100 g, apertura alare fino a 37 cm
  • Piumaggio: nero lucente in estate, con macchie bianche in inverno
  • Alimentazione: a seconda delle stagioni insetti, lombrichi, bacche, frutta, ecc.
  • Distribuzione: nidifica in tutta Europa, in inverno migra a sud fino al Nord Africa
  • Habitat: campagne coltivate con alberi sparsi e boschetti, incolti e zone umide
  • Riproduzione: nidifica in cavità di alberi o muri, depone 4-7 uova di colore azzurro
Un esemplare di Storno

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Biologia ed ecologia dello Storno

Lo Storno è, fra gli uccelli, una delle specie più adattabili; la sua caratteristica più evidente è il comportamento gregario che si manifesta soprattutto durante l'alimentazione, i voli di spostamento ed i dormitori notturni. Si ciba prevalentemente a terra e la sua dieta onnivora si adatta alla stagione ed alla disponibilità contingente di cibo. In ogni periodo, la frazione di invertebrati è consistente, sebbene maggiore in primavera rispetto all'inverno, quando utilizza anche frutta e bacche, sia spontanee che coltivate (uva, olive, ciliegie, ecc.). Oggi è diffuso in quasi un terzo delle terre emerse, con una popolazione stimata in circa 600 milioni di individui. Attualmente, il suo areale di distribuzione si sposta gradualmente verso sud: in Europa si assiste ad una diminuzione nei Paesi del nord (Germania, Regno Unito, Paesi Scandinavi), anche superiore al 50%, mentre nei Paesi mediterranei (Francia, Spagna, Italia) è in aumento. In Italia la situazione è complessa: al nord alcune popolazioni sono estive (in inverno migrano più a sud), mentre al centro si ritiene che, almeno in parte, le popolazioni siano sedentarie, sebbene durante l'inverno si aggiungano grossi contingenti di individui provenienti dall'Europa settentrionale ed orientale. I primi Storni in migrazione raggiungono l'Italia a metà agosto, ma lo spostamento vero e proprio, che interessa alcune decine di milioni di individui, si verifica dalla fine di settembre alla prima decade di novembre, con picco massimo tra la seconda metà di ottobre e la prima metà di novembre.


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I problemi della convivenza ed il perché in città

Lo Storno trascorre le notti nei canneti e nei boschi, ma da alcune decine di anni mostra una spiccata preferenza ai dormitori localizzati in aree urbane. Ciò è legato sia a condizioni climatiche più favorevoli (temperatura più elevata, minore umidità e ventosità, ecc.) che permettono agli Storni di consumare meno energia per mantenere costante la temperatura corporea, che a maggiori condizioni di sicurezza dovute alla minore presenza di predatori naturali ed all'assenza di cacciatori.

In risposta ad una presenza sempre più numerosa di questi uccelli, negli ultimi anni nella città di Latina si osserva una maggiore frequentazione di predatori naturali: nelle ore pomeridiane è possibile vedere i Falchi pellegrini che cacciano lanciandosi in picchiata sui gruppi in volo, mentre nelle ore serali e notturne Barbagianni, Gufi comuni e Allocchi cacciano sfiorando le chiome degli alberi. Le zone alberate del centro di Latina, come per tante altre città italiane, sono diventate ideali per trascorre la notte. Per limitare i disagi, l'Assessorato alla Tutela e Valorizzazione Ambientale del Comune di Latina ha richiesto l'intervento della LIPU di Latina.

Una soluzione compatibile

La LIPU, nell'ottica di una convivenza sostenibile e del rispetto degli animali, ha sviluppato un programma di intervento sugli Storni svernanti a Latina. Tale programma prevede l'utilizzo di metodologie incruente che consentano lo spostamento dei dormitori dalle aree problematiche verso altre, poste all'esterno del centro abitato e distanti da abitazioni e attività commerciali.

L'intervento   Galleria di immagini principale   Vai alla Home page   Torna in cima alla pagina

Il lavoro della LIPU condotto con assiduità dal 1995, ha prodotto un importante risultato: lo spostamento di metà della popolazione svernante di Storni in un'area verde situata in periferia e lontana da abitazioni ed attività commerciali. Al fine di mantenere questo risultato e di allontanare gli Storni dalle zone critiche, la metodologia di lavoro prevede una serie di fasi articolate e diversificate da attuare in contemporanea nel periodo compreso fra novembre e gennaio/febbraio.

Foto arch. LIPU - D.Ruiu

In queste due immagini : la spettacolare reazione di uno stormo all'attacco di un Falco Pellegrino

Il Grido d'angoscia   Galleria di immagini principale   Vai alla Home page   Torna in cima alla pagina

Gli Storni sono, soprattutto durante l'inverno, molto sociali e, come molti animali che vivono in gruppo, hanno sviluppato una serie di segnali (versi, grida e posizioni del corpo) con dei precisi significati: un vero e proprio linguaggio. Le grandi acrobazie che gli stormi compiono ogni sera servono per assicurarsi che non vi siano pericoli nelle vicinanze. Segnalare la presenza di pericoli è fondamentale per la salvezza propria e di tutti; uno Storno catturato o in grave pericolo lancia un grido che potrebbe essere così tradotto: "aiuto, mi hanno catturato, scappate!". I compagni reagiscono a questo segnale immediatamente allontanandosi e cercando altre aree tranquille per trascorrere la notte. Con un piccolo trucco il problema dei dormitori problematici può essere attenuato. Riproducendo, attraverso altoparlanti e megafoni, il verso di uno Storno si farà credere agli uccelli in arrivo al dormitorio che in zona vi sia un predatore, per cui questi si sposteranno in altre aree. L'attacco di un predatore è un rischio sempre presente nella vita dello Storno e la reazione al grido d'angoscia è istintiva; gli uccelli non si abituano ad esso come invece accade con altri sistemi (ultrasuoni, scoppi, ecc.) La frequente presenza del Falco pellegrino sul cielo di Latina aiuta gli operatori a rafforzare l'efficacia del segnale. Il grido d'angoscia sarà irradiato a settimane alterne per eliminare qualsiasi potenziale rischio di assuefazione, lasciando inalterata l'efficacia del metodo.

La riconfigurazione delle chiome degli alberi   Galleria di immagini principale   Vai alla Home page   Torna in cima alla pagina
Occorre intervenire sulla struttura degli alberi per fare in modo che non siano più adatti alla sosta notturna degli Storni, senza danneggiare le piante. La LIPU ha sviluppato un sistema di riconfigurazione delle chiome che rispetta la naturale conformazione degli alberi, impedendo, per i 3-5 anni successivi, che possano essere utilizzati come dormitori. Ciò si ottiene sfoltendo l'apparato di rami, riducendo così l'effetto di protezione dal vento e aumentando quindi le correnti d'aria tra gli stessi rami con una conseguente alterazione del microclima presente all'interno della chioma; il taglio interessa soprattutto i rami con diametro di 2 cm, ossia quelli maggiormente idonei alla presa delle zampe.
Gli uccelli si dirigono verso gli alberi

Nell'ambito del Progetto Storni 2005, la potatura, effettuata in concomitanza con le operazioni di allontanamento, interesserà tutte le alberature presenti nelle aree del centro dove maggiore è la presenza degli Storni.

I nidi per i rapaci diurni e notturni

A sostegno delle suddette metodologie, dal 2005 si provvederà all'installazione di cassette nido per rapaci diurni e notturni; la loro funzione è quella di offrire un riparo invernale ed un possibile sito di nidificazione per la primavera ai rapaci che già frequentano la città di Latina. Verranno posizionate sia in centro, nelle vicinanze dei dormitori, che nella periferia e nelle aree agricole immediatamente adiacenti. Le cassette nido contribuiscono ad incrementare la presenza di: Falco pellegrino, Gheppio, Barbagianni, Gufo comune e Allocco.

Pulizia delle strade e dei marciapiedi

Si provvederà alla pulizia straordinaria delle strade e dei marciapiedi imbrattati e resi scivolosi dagli escrementi degli Storni; l'operazione sarà svolta durante il periodo di attuazione del Progetto.

Campagna informativa

Il Comune di Latina - Assessorato Tutela e Valorizzazione Ambientale e la LIPU di Latina hanno predisposto una campagna di informazione caratterizzata dalla realizzazione del presente depliant, di conferenze stampa e di notizie sul sito www.lipulatina.it .

Download del depliant sul progetto Operazione Storni 2005 File Pdf

Delegato provinciale LIPU Latina
delegato@lipulatina.it
www.lipulatina.it
Tel.: 0773/4849993

 

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