Progetti per problematiche ambientali
Introduzione al progetto
Materiali utilizzati
Un esempio di soluzione alternativa
Un esempio di soluzione alternativa

 

 

 

 

 

Storni, piccioni e altri animali "problematici": le soluzioni incruente della LIPU di Latina

Operazione Piccioni

Negli ultimi decenni le popolazioni di colombi di città (Columba livia forma domestica) hanno raggiunto dimensioni massicce, innescando di conseguenza una serie di problematiche di vario genere legate a rischi di natura sanitaria, danni ai manufatti ed ai monumenti e, più in generale, problemi di convivenza con l’uomo. Il colombo di città ha avuto origine da soggetti sfuggiti al controllo dell’uomo ed appartenenti a forme domestiche di piccione selvatico (Columba livia) da lungo tempo allevate e sottoposte a selezione artificiale dagli allevatori.

Un esemplare di piccione

Per questi motivi, la comunità scientifica e gli organi tecnici ufficiali come l’INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) concordano nel ritenere il colombo di città come non appartenente alla fauna selvatica (tutelata dalla legge 157/92), ma a tutti gli effetti, animale “randagio”; di conseguenza, la competenza in materia di gestione di tali animali va individuata nell’Amministrazione Comunale competente per territorio, d’intesa con i Servizi Veterinari delle A.S.L. (cfr. nota INFS 6645/T-A18 del 28/11/1996).

Questa tesi viene peraltro confermata da sentenze (Pretore Cremona n. 83/88) e da altre indicazioni fornite da amministrazioni pubbliche (es. Commissario Straordinario di Gorizia, verbale delle deliberazioni del 13/05/94), per cui, negli ultimi anni, molti Comuni si stanno attivando con interventi ed operazioni di vario genere.

Un altro elemento che tradisce il trascorso domestico è l’elevata variabilità della colorazione del piumaggio, che si può osservare tra soggetti diversi.   Galleria di immagini principale   Vai alla Home page   Torna in cima alla pagina

Il peso è di 300-400 grammi, la dieta è prevalentemente vegetariana (cereali, granaglie, leguminose, germogli), ed un individuo necessita di 30 grammi di cibo secco e 60-90 grammi di acqua al giorno.

Nei centri storici l’80% del cibo viene somministrato dalle persone, mentre la percentuale può scendere al 7% negli individui che abitano in periferia, in quanto si recano più spesso a nutrirsi nei campi circostanti.

Molto cibo a disposizione rende i colombi "pigri" e causa squilibri nella dieta, in quanto gran parte è povero (pane, pasta).

Il comportamento è gregario. L'home-range individuale misura in media 1,64 ettari, e gli adulti hanno home-range più ampi rispetto ai giovani (2,24 vs. 1,04 ettari).

Il tasso di scambio di individui tra piazze diverse è basso, a dispetto della loro vicinanza (275-775 m) e comunque correlato negativamente con la loro distanza (dati per Barcellona, Sol e Senar, 1995).

A seconda della situazione e delle condizioni ambientali locali, i gruppi possono essere stabili, con pochi scambi di individui tra gruppi limitrofi (Barcellona), oppure presentare alcuni visitatori regolari e altri occasionali (Montreal, Canada).

L’incubazione dura 17 giorni, ed i nidiacei vengono nutriti al nido per 21-35 giorni, dapprima con una sorta di "latte" prodotto nell’ingluvie dai genitori, poi con chicchi ammorbiditi.

La successiva emancipazione è rapida, poiché a 6 mesi un individuo ha già raggiunto la maturità sessuale. In condizioni di sovraffollamento aumentano le interazioni aggressive, e si verifica uno stress ed una bassa qualità della vita, che gioca un ruolo di regolazione densità-dipendente delle popolazioni. Il cibo è il fattore limitante delle popolazioni di colombo (Haag 1991, 1993). L'idoneità di un habitat declina all'aumentare della densità.

La vita media è di 2,4-2,9 anni, e la mortalità degli adulti è dell’11-34% e del 43% nei giovani.


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Il progetto

Il presente progetto nasce in seguito alla richiesta, avanzata dal Comune di Latina - Assessorato Ambiente alla Sezione Provinciale LIPU di Latina, di una consulenza mirata all’allontanamento dei piccioni da alcuni edifici del centro storico. Il problema è legato in particolare alle deiezioni di questi uccelli prodotte durante il riposo notturno e nei periodi di inattività e riposo che si susseguono durante l’arco della giornata. Le deiezioni, oltre ad imbrattare la pavimentazione e le persone presenti, costituiscono uno dei più importanti vettori di malattie trasmissibili dal piccione all’uomo, quali la Salmonellosi e la Chlamydiosi; in base ai dati presenti nella letteratura scientifica, si tratta di patologie che sembrano rappresentare una sorgente di infezione trascurabile per l’uomo, ma nello stesso tempo, tenendo conto dell’alta incidenza con cui risultano infetti i piccioni dei centri urbani, queste infezioni costituiscono un potenziale e costante pericolo ai fini della trasmissione del contagio all’essere umano.


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Materiali e metodi di intervento

La LIPU di Latina propone, sulla base di metodologie già sperimentate con successo in altre realtà, di effettuare interventi di protezione passiva mirati a rendere gli attuali posatoi non più utilizzabili dagli animali. E’ prevista l’installazione di reti rigide in plastica e di tavolette provviste di spuntoni in acciaio. Le reti vanno posizionate attorno alle lampade utilizzate dai piccioni come posatoi.

I tappetini, con spuntoni in acciaio, vanno installati sulle superfici orizzontali (davanzali, balconi, cornicioni); vanno fissati con viti e, dove non è possibile, con silicone e devono coprire tutta la superficie oggetto dell’intervento o gran parte di essa, riducendo quanto più possibile la possibilità di appoggio.


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Un esempio di soluzione alternativa...

(http://quotidiano.liberta.it, 29 dicembre 2002).

"Emilia Romagna - abbattuti cinquemila piccioni"

"...Un piano proposto da Alberto Fermi e approvato qualche mese fa dalla Giunta provinciale di Piacenza, reso possibile da una nuova legge regionale, fortemente voluta e sollecitata dallo stesso Fermi e che ha trovato l'approvazione e l'impegno dell'assessore regionale Marioluigi Bruschini, prevede l'eliminazione dei piccioni sia nei centri urbani che nelle aree extraurbane. Nei centri urbani la Provincia aiuta i Comuni a ridurre presenza e siti riproduttivi degli animali, con loro cattura e soppressione, sotto la supervisione dell'Asl e fruendo del monitoraggio sanitario dell'Istituto zooprofilattico.

In ambito extraurbano viene attuato il controllo diretto in due modi: a) con armi da fuoco, dal 1° agosto al 31 ottobre (ma il termine quest'anno è stato prorogato fino al 31 gennaio 2003) e dal 1° marzo al 30 giugno; b) con trappole selettive, per tutto l'anno. Previsto anche un monitoraggio dei piccioni. Il Piano avrà una durata di 3 anni, terminerà, infatti il 31 dicembre 2005. Attraverso l'analisi critica dei risultati sarà vagliata l'opportunità di proseguire il controllo. Gli operatori abilitati sono gli agenti e gli ufficiali di pubblica sicurezza e i seguenti operatori: proprietari o conduttori dei fondi su cui si attua il piano; guardie forestali e comunali e agenti ed ufficiali di Pubblica sicurezza; coadiutori (DGR 1068/98) abilitati e selezionati attraverso specifici corsi di formazione; guardie giurate volontarie.

Questi operatori (ad eccezione degli agenti ed ufficiali di pubblica sicurezza) devono essere in possesso, per poter utilizzare armi da fuoco, di licenza per l'esercizio venatorio e di polizza assicurativa in corso di validità. Sono coordinati da Agenti della Polizia provinciale. Ogni intervento con armi da fuoco deve essere eseguito da almeno due operatori fra cui una guardia giurata (o agente o ufficiale di Pubblica sicurezza) o sotto la responsabilità di una guardia giurata. Per ogni uscita deve essere compilata una scheda che può essere ritirata negli uffici della Provincia o presso le Associazioni venatorie ed agricole. Da tremila a cinquemila i piccioni già eliminati nell'ambito del piano di contenimento avviato dalla Provincia. Lo hanno comunicato nei giorni scorsi l'assessore provinciale alla Caccia Alberto Fermi, il dirigente del Servizio faunistico dell'Ente Celestino Poggioli, il consulente del Servizio Enrico Merli, portavoce di TESA e amministratori di diversi comuni coinvolti. Il piano viene attuato nei 37 comuni più interessati dal fenomeno...".

Delegato provinciale LIPU Latina
delegato@lipulatina.it
www.lipulatina.it
Tel.: 0773/4849993

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