Progetti di educazione ambientale nelle scuole
Il progetto sull'adozione di allocchi
Il parco lineare del fosso gorgolicino
La sughereta di Monte S.Biagio
I progetti di educazione ambientale nelle scuole
I progetti di educazione ambientale nelle scuole

 

 

 

 

 

Una nuova casa per i giovani allocchi: grazie ad un progetto Enel-Acea gòli allocchi della LIPU avranno la possibilità di ritornare presto in natura

 

Si chiama “Progetto Nidi sui Tralicci”, l'iniziativa sostenuta dalle due più importanti compagnie elettriche del nostro paese, l’ENEL e l’ACEA, in collaborazione con un gruppo di ricercatori laziali, impegnati nello studio sulla nidificazione degli uccelli in cassette artificiali installate sui tralicci elettrici della provincia di Roma.

Straordinario il successo dell’operazione, se si considera che nei sei anni di sperimentazione, dall’97 ad oggi, la quasi totalità dei 250 nidi artificiali sono regolarmente occupati prevalentemente dal noto Gheppio, un piccolo rapace diurno comune nelle nostre campagne ma penalizzato dalla scarsa reperibilità dei siti naturali di riproduzione.

Pulcini di allocco
Foto: Domenico Cascianelli
Nido artificiale su un traliccio Enel
Foto: Giuseppe Di Lieto

In misura minore anche l’Allocco, stupendo rapace notturno, abile predatore di topi e insospettato nostro alleato nella lotta urbana agli Storni, colonizza con successo i siti artificiali posti sui piloni.Ancora più straordinaria la collaborazione con la Lega Italiana protezione Uccelli, sezione di Latina, che ha accolto recentemente la proposta di avviare un programma sperimentale di "riabilitazione naturale" a favore dei nidiacei orfani, accolti nel proprio Centro recupero fauna selvatica.

Gastone Gaiba, Delegato provinciale della sezione LIPU di Latina e responsabile del Centro recupero fauna selvatica pontino ricorda che:

"sono moltissime le specie che ci arrivano da tutta la provincia e anche dalle province limitrofe di Roma e Frosinone. Molte di quelle che sopravvivono, sono condannate alla cattività per via delle gravi mutilazioni subite, le altre, prima di essere restituite ai propri ambienti naturali, sono tenute sotto osservazione fino a completa guarigione, anche se non sempre gli esiti sono in accordo con le previsioni. Un problema a parte è rappresentato dai nidiacei, che il più delle volte giungono illesi nelle mani degli operatori, ma per i quali nasce il problema insidioso di una corretta educazione alla futura vita selvatica. Il problema dei nidiacei è ancora più delicato se consideriamo uccelli predatori, quali appunto gli allocchi, che necessitano di un vero e proprio training che li porterà a seguire ed imparare le tecniche di caccia dai genitori”.

La partecipazione della LIPU a questo progetto s’inserisce proprio per far fronte a quest’ultima esigenza del Centro Recupero, e può essere estesa anche alle altre realtà che, con strutture specializzate per il recupero dell’avifauna, operano nel campo.   Galleria di immagini principale   Vai alla Home page   Torna in cima alla pagina

L’iniziativa consiste nel fare adottare i giovani Gheppi e i piccoli allocchi orfani, dalle coppie che hanno messo su casa nei nidi artificiali collocati sui tralicci dell’energia elettrica, e che sono già impegnate a pieno ritmo nell’allevamento della propria prole. Cosa succederà quando mamma o papà, rientrando a casa, conteranno due occhi in più all’appello e cosa ancora più tragica una bocca in più da sfamare? Ci chiarisce il problema il Biologo Naturalista Giuseppe Di Lieto, impegnato nel monitoraggio stagionale delle cassette e nella raccolta dei dati sulla biologia riproduttiva delle specie in questione:

"il Gheppio nei nostri ambienti rurali depone solitamente fino ad un massimo di sei uova mentre l’allocco raramente supera le quattro deposizioni. L’allevamento dei nidiacei rappresenta un grande dispendio energetico ma può succedere che alcune coppie abbiano un numero ridotto di pulli da allevare. Sono frequenti situazioni in cui, per cause naturali, può venire a mancare prematuramente alla nidiata qualche neonato. Sono proprio queste le famiglie in grado di adottare con buone probabilità di successo i tre allocchi orfani del Centro LIPU di Latina, garantendo ai nuovi membri tutto il bagaglio d’informazioni necessario per la propria sopravvivenza. Non si deve far altro che controllare con regolarità la normale crescita dei nidiacei ed intervenire se sorgono problemi. Sono ottimista perché non è la prima volta che l’esperimento va a buon fine, anche se mai prima d’ora si era realizzata una collaborazione integrata di questo tipo".




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