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CACCIA: INDIVIDUATO E FERMATO DALLE FORZE DI POLIZIA IL RESPONSABILE DEGLI ABBATTIAMENTI DEGLI IBIS EREMITA IN TOSCANA. LIPU: “ORA SERVE UNA CONDANNA ESEMPLARE. IL PARLAMENTO PREVEDA PENE SEVERE” Per la LIPU allarme bracconaggio: al Cruma di Livorno ricoverati anche gheppi, sparvieri, falchi e gufi, tutti colpiti da fucilate

24/10/2012

“Un grande risultato, un ottimo lavoro di intelligence. Ora serve una condanna esemplare”. E’ il commento a caldo della LIPU-BirdLife Italia dopo l’individuazione del responsabile dell’abbattimento degli ibis eremita in Toscana, che ha portato all’uccisione di un esemplare e all’abbattimento di altri due. Ma la LIPU rilancia l’allarme bracconaggio: il centro recupero Cruma di Livorno, dove sono attualmente ricoverati i due ibis feriti in prognosi riservata (uno è molto grave, mentre l’altro sta reagendo bene), è affollato di rapaci colpiti a fucilate: 1 gufo di palude, 2 sparvieri, 3 falchi pecchiaiolo, 1 smeriglio.

Il cacciatore individuato come responsabile degli abbattimenti degli ibis, di Camaiore, in provincia di Lucca, in possesso di regolare licenza di caccia, è stato fermato grazie a un’indagine coordinata tra la Polizia provinciale di Livorno e il Corpo forestale dello Stato di Livorno (Nucleo operativo speciale di Cecina).

“Un grande risultato ottenuto grazie a un’ottima intelligence e coordinamento tra polizia provinciale e Corpo forestale – dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU – Ora chiediamo il massimo della pena prevista, nonostante queste siano troppo blande rispetto alla gravità dell’uccisione di un animale particolarmente protetto.

“Per questo – prosegue Mamone Capria - chiederemo al Parlamento di legiferare affinché venga aggravato il sistema sanzionatorio a danno dei bracconieri. Attendiamo inoltre il processo per costituirci parte civile, e con i nostri legali valuteremo la possibilità di chiedere che il bracconiere venga accusato anche del reato più grave di maltrattamento di animali per l’agonia subita dagli uccelli sanguinanti dei quali uno in cura al Cruma di Livorno.

“Chiederemo infine agli amici austriaci dell’istituto Waldrappteam – conclude il presidente LIPU - di presentare una richiesta di maxi risarcimento per i danni portati all’importante progetto di reintroduzione di questa specie rara in Italia”.

Il primo ibis fu raccolto giovedi scorso a Cecina dal Corpo forestale dello Stato. Trasportato al centro di recupero Cruma della LIPU a Livorno, l’animale è stato poi sottoposto a operazione chirurgica nel pomeriggio di venerdi per cercare di risolvere le fratture causate dai pallini sparati da un fucile da caccia. Gli altri due ibis sono stati colpiti sabato 13: uno è morto, mentre l’altro fu gravemente ferito.



Ufficio stampa LIPU Birdlife Italia
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