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 “IL PARCO PER IL GRILLAIO”: FOCUS SULLE ROTTE DI MIGRAZIONE NEL TERZO ANNO DI PROGETTO

19/06/2011

Prosegue il progetto di tutela e divulgazione del Parco nazionale dell’Alta Murgia e della LIPU: 11mila esemplari censiti sul territorio, webcam al nido, inanellamento pulcini. Ma il taglio degli alberi (vietato) crea disturbo alla specie.
Piccoli dispositivi, ma che forniranno importanti informazioni sulla rotta migratoria del grillaio. E’ la novità che annuncia il terzo anno di attività per “Il Parco per il Grillaio”, il progetto partito nel 2009 e realizzato dal Parco nazionale dell’Alta Murgia con la LIPU, con lo scopo di diffondere le “buone pratiche” finalizzate alla tutela della specie.
Durante la presentazione alla stampa effettuata questa mattina a Bari, sono stati illustrati i risultati conseguiti dal progetto nel 2009 e 2010 e annunciata la novità in cantiere quest’anno:  l’applicazione ad alcune decine di grillai di un “geolocator”, piccolo dispositivo che una volta recuperato potrà fornire preziose informazioni sulla rotta migratoria del grillaio e sui siti di svernamento in Africa. Un’iniziativa di grande livello scientifico, che si svolge anche nelle popolazioni di questa specie presenti sia in Sicilia che in provincia di Parma. Ai grillai verrà applicato anche un anello colorato con codice per l’identificazione a distanza.
 L’incontro di questa mattina a Bari - che ha visto la partecipazione di Angela Barbanente, assessore Qualità del territorio, paesaggio e aree protette della Regione Puglia, di Fabio Modesti, direttore Ente parco nazionale Alta Murgia e di Marco Gustin, responsabile Specie e ricerca LIPU-BirdLife Italia – ha reso noti i risultati del progetto, giunto al terzo anno. Grazie all’impegno della sezione LIPU di Gravina in Puglia (BA), alle attività di censimento e il monitoraggio della popolazione di grillaio, si sono affiancate le azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica attraverso il recupero dei pulcini, la salvaguardia di importanti luoghi per la nidificazione (come chiese, edifici abbandonati o da ristrutturare), l’inanellamento scientifico dei pulcini con applicazione di un anello, e alcune liberazioni pubbliche di grillai nel territorio del parco.
 Nei cinque comuni del Parco nazionale dell’Alta Murgia interessati dal censimento (Altamura, Gravina, Santeramo, Cassano, Minervino), il grillaio è incrementato del 12,1% nel 2010 rispetto al 2009 mentre quest’anno, rispetto all’anno scorso, è stata registrata una sostanziale stabilità (+1,7%). La popolazione complessiva della specie è pari a circa 11mila grillai considerando tutta l’area appulo-lucana, dei quali il 60% concentrati nell’area del parco.
Nonostante sia vietato da un regolamento della Regione Puglia (il n. 24 del 28 settembre 2005), che vieta il taglio degli alberi dormitorio per i falchi grillai, questa procedura viene spesso utilizzata, con grave disturbo alla popolazione di questa specie.
“Dal momento della sua entrata in vigore, il regolamento è stato spesso ignorato – spiega Marco Gustin, responsabile Specie e ricerca LIPU-BirdLife Italia – sia per quanto riguarda il taglio degli alberi-dormitorio, ma anche e soprattutto nel caso della ristrutturazione di edifici in ambito urbano. Se non vengono lasciate nicchie, con accesi ai sottotetti o ai nidi artificiali, non si permette al grillaio di nidificare”.
 Il progetto ha visto anche la realizzazione di una campagna di sensibilizzazione dal nome “Salva anche tu il grillaio”, che ha aiutato le persone residenti nell’area a conoscere meglio questo piccolo rapace e ad aiutarlo in caso di difficoltà.Inoltre è risultata intensa l’attività di recupero con il ricovero di 232 grillai (su 400 animali complessivi) nel Centro di recupero regionale della fauna selvatica.
Nel periodo aprile-luglio 2010, inoltre, è stata attivata una webcam all’interno di un nido artificiale, che ha seguito tutte le fasi di corteggiamento, accoppiamento, deposizione, cova e allevamento e involo dei pulcini.



Ufficio stampa LIPU Birdlife Italia
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