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AMICI DELLA TERRA, ANIMALISTI ITALIANI, ENPA, FARE VERDE, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIDA, LIPU – BIRDLIFE ITALIA, MEMENTO NATURAE, NO ALLA CACCIA, OIPA, ASS. VITTIME DELLA CACCIA, VAS, WWF ITALIA. CACCIA, SOPPRIMERE L’ARTICOLO 38 O RIFORMULARLO CORRETTAMENTE.

27/01/2010

Le associazioni replicano al relatore della legge Comunitaria, Giacomo Santini.
“Subemendamento non cambia nulla. L’articolo è disastroso. Si torni al Testo 2”
“Noi sosteniamo l’emendamento originario del Senatore Santini, il cosiddetto Testo 2. L’attuale formulazione dell’articolo 38 è invece disastrosa e il subemendamento proposto non risolve alcun problema”.
E’ la replica delle associazioni alle dichiarazioni del Senatore Santini circa la possibilità di un accordo sul discusso articolo 38.
“Vanno ripristinati i limiti della stagione venatoria attualmente previsti dalla legge 157, evitando la caccia agli uccelli nei delicatissimi mesi di agosto e febbraio, e va formulato correttamente l'inserimento della Guida sulla caccia nella legge italiana.
La cancellazione dei limiti della stagione venatoria italiana non solo non è presente nella procedura di infrazione della Commissione europea ma è addirittura contraria a quanto chiede Bruxelles, cioè l'assoluto ed esplicito divieto di caccia nei periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli (si vedano i Punti 16 e 17 della Procedura 2006/2131). Stesso discorso per la Guida sulla caccia, cui viene inopinatamente dato carattere legislativo quando la Commissione europea, a pagina 2 della medesima Guida, chiede di non darle carattere legislativo. Una situazione davvero surreale.

Sono queste dunque le condizioni minime atte quantomeno ad evitare che lo stato di infrazione in cui versa l'Italia si aggravi, e che non a caso erano contenute nell’emendamento presentato dal Senatore Santini, di fianco a quello “negativo”. Un emendamento accompagnato dai pareri tecnici favorevoli, di contro alla bocciatura dell’attuale articolo 38, ma incredibilmente ritirato, come finalmente svela il relatore, per la pressione del mondo venatorio.
Viene dunque alla luce la verità sugli eventi che stanno segnando la legge Comunitaria, così come sul merito di questa vicenda, riassumibile in poche battute: l’Europa accusa l’Italia di cacciare troppo e male, l’Italia si organizza per cacciare ancor più e peggio. A discapito degli uccelli migratori, della natura e del 90% degli italiani, come denunciato oggi nell’appello delle 150 associazioni al Presidente Berlusconi.

L’articolo 38 va dunque correttamente modificato o soppresso, e non saranno le davvero irrisorie modifiche proposte con il subemendamento a renderlo meno peggio.



Ufficio stampa LIPU Birdlife Italia
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