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CACCIA, LA LIPU RIPARA I DANNI DELLA STAGIONE CHE SI CHIUDE DOMANI 113 RAPACI, DI CUI GRAN PARTE POIANE, SPARVIERI E GHEPPI PRESI A FUCILATE E RICOVERATI NEGLI OSPEDALI LIPU Su 47 specie di uccelli selvatici soccorse, 36 erano protette dalla legge. Il Direttore Generale LIPU: "Serve un salto culturale"

30/01/2006

Sparvieri, poiane e gheppi: sono loro le vittime privilegiate, fra le specie protette, della stagione venatoria che si concluderà domani in Italia e che ha visto come ogni anno ferimenti e uccisioni di fauna selvatica protetta. Lo denuncia la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), impegnata in questi mesi a curare - nei propri centri specializzati per il recupero degli animali selvatici feriti - le lesioni causate dall'uso di armi da fuoco contro gli animali salvaguardati dalla legge 157/92. Il tasso di mortalità per i rapaci colpiti è stato molto elevato, tra il 50 e il 100%. In generale, su 47 specie di uccelli giunte negli "ospedali" LIPU, ben 36 erano protette. Nel complesso sono oltre 200 gli uccelli ricoverati nei principali centri LIPU per ferite da arma da fuoco, ma quello che emerge dal preoccupante quadro non è che la punta di un iceberg di cui non si conosce pienamente la dimensione: si stima in parecchie decine di migliaia gli uccelli tutelati dalla legge colpiti durante i mesi di caccia. La specie più sfortunata è stata la Poiana (41 esemplari abbattuti), poi il Gheppio (33) e lo Sparviere (24). 113 in totale i rapaci colpiti: rapaci diurni e notturni tra cui specie rare come Biancone, Falco pellegrino, Aquila minore. Nel mirino dei cacciatori sono finiti anche i fenicotteri, i picchi (verde e rosso maggiore) e gli eleganti aironi. <>. Particolarmente difficile la stagione nel bresciano, dove i volontari LIPU hanno sequestrato nei due mesi autunnali oltre 5.000 trappole per la cattura di pettirossi, scriccioli e altri piccoli uccelli. Una barbarie che si rinnova ogni anno: migliaia di uccelli con le zampe spezzate, maltrattati o uccisi per la preparazione della "Polenta e osei" nei ristoranti locali.



LIPU
andrea.mazza@lipu.it
www.lipu.it


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