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CACCIA, ATTACCHI ALL'INFS. LA LIPU: E' IN ATTO UNA MANOVRA PESANTE DA PARTE DELLE FORZE PIU' ESTREMISTICHE. IL NAUFRAGIO DEL DECRETO SULLE ZPS NE E' PROVA ULTERIORE

02/10/2006

"Gli attacchi mossi all'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica sono il segno del ritorno di un estremismo venatorio mai sopitosi, che rifiuta le scienza e pretende di prevaricare le regole". Questo il commento della LIPU alle accuse mosse all'INFS (Istituto Nazionale Fauna Selvatica) da Viviana Beccalossi, Assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia. "Accusare l'INFS di ideologia - Marco Gustin, Responsabile Specie e Ricerca LIPU-BirdLife Italia - significa rifiutare completamente la realtà. Perché la realtà, dati scientifici e procedure di infrazione alla mano, dice che la pressione venatoria è insonstenibile, che il bracconaggio è dilagante, che le deroghe di caccia rappresentano una vera e propria onta per l'Italia e in definitiva che il nostro Paese non vuole, non può, non riesce a mettersi pienamente in linea con le regole, le direttive, le convenzioni europee ed internazionali. Cosa c'entri l'INFS con questo è una faccenda che sfugge. "La verità è che l'INFS, pur tra mille difficoltà di carattere economico ed organizzativo - continua Gustin - svolge in piena autonomia quel ruolo di autorità scientifica richiesto dalle stesse direttive europee al fine di dare un quadro dettagliato della situazione faunistica del nostro Paese. All'INFS sono impiegati alcuni tra i maggiori esperti internazionali, il cui lavoro però, proprio perché scientifico ed autonomo, suscita le ire di chi la scienza e l'autonomia non deve gradirle molto. "Queste polemiche sono il sintomo di un ritorno pesante da parte della cultura venatoria più estrema - aggiunge Danilo Selvaggi, Responsabile Rapporti Istituzionali LIPU-Birdlife Italia - di cui abbiamo avuto testimonianza nel corso della passata legislatura con il tentativo di liberalizzare la caccia e che, però si è mostrato ancora in auge con l'opposizione al decreto su ZPS e caccia in deroga, le cui difficoltà ormai quasi insormontabili dimostrano come l'Italia e le regioni italiane siano ancora pienamente ostaggio di questa minoranza. In tal senso è un peccato che parte del Governo e della maggioranza abbiano permesso quel totale, profondo stravolgimento del decreto, privandolo delle sue ragioni originarie e, di fatto, condannandolo a morte certa. Un'occasione importantissima - conclude Selvaggi - ormai svanita a causa il cedimento a quelle forze più estreme che continuano a rifiutare le regole e quindi, come abbiamo già detto, si meritano i divieti".



LIPU
andrea.mazza@lipu.it
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