News, consultazione


INFLUENZA AVIARIA: LA LIPU SCRIVE AL MINISTRO DELLA SANITA' STORACE E AL TAVOLO TECNICO NAZIONALE

12/10/2005

"Si mettano in atto tutte le misure necessarie per limitare i rischi e si accantoni ogni difesa di parte".
Chieste misure sul'attività venatoria e l'implementazione di ricerca scientifica e controlli. Con una nota ufficiale inviata al Ministro Storace e a tutti i partecipanti del Tavolo tecnico istituito dal Ministero della Salute (istituti di ricerca, medici veterinari, Ministeri della Salute e delle Politiche Agricole, Corpo Forestale dello Stato, associazioni ambientaliste, associazioni venatorie), la LIPU-BirdLife Italia ha formalizzato e integrato le richieste avanzate nel corso della prima importante riunione svoltasi ieri, 11 ottobre, presso il Ministero della Salute sul tema dell'influenza aviaria e delle azioni necessarie a fronteggiarne il rischio.
Ribadendo la necessità che su un tema di tale delicatezza venga accantonata ogni difesa di interessi parziali e si contribuisca ad affrontare il problema nel modo più serio ed efficace possibile, la LIPU ha invitato il Ministro e gli organi scientifici partecipanti al Tavolo di lavoro tecnico ad affrontare ufficialmente alcune delle questioni cruciali relative al problema. Ad esempio: può la caccia agli uccelli migratori e il successivo contatto tra chi abbatte l'animale e l'animale stesso rappresentare un fattore di rischio? Su questa domanda la LIPU ritiene non sia possibile tergiversare e vada fornita una risposta argomentata e formale, perché se un fattore di rischio dovesse in tal senso esistere, allora appare assolutamente opportuno che il Ministero e gli organi di competenza intervengano in modo repentino.
Esistono inoltre altre questioni rilevanti su cui l'intervento dovrebbe, a giudizio della LIPU, risultare estremamente rapido: tra queste, l'uso di richiami vivi per l'attività venatoria (cioè di animali domestici utilizzati per attirare gli uccelli selvatici), l'importazione di fauna selvatica nel nostro Paese e la caccia praticata dagli italiani all'estero (specie nei Paesi ad alto rischio quale Russia, Romania, Polonia e in genere i Paesi dell'est Europa) senza dimenticare le attività di ripopolamento (cioè l'introduzione nell'ambiente naturale di fauna semidomestica destinata a fini venatori).
Tutte queste attività, è la richiesta della LIPU, andrebbero precauzionalmente sospese e dunque i segnali, almeno in parte incoraggianti, dati in tal senso nel corso della riunione, trasformati in decisioni concrete. Tra le richieste della LIPU, inoltre, figurano l'intensificazione dei controlli doganali , in particolare presso le frontiere con l'Est Europa da cui transitano illegalmente grandi quantitativi di fauna selvatica viva o morta e un serio sostegno alle attività di ricerca scientifica e monitoraggio.
<>.

Nella nota invita al tavolo tecnico la LIPU ha inoltre chiesto la formalizzazione di una vera e propria task force che possa funzionare da luogo privilegiato per la programmazione di azioni e lo scambio informativo e ha infine confermato la piena disponibilità delle proprie strutture a partecipare alle varie attività del programma "anti H5N1". ALLEGATO:

LE RICHIESTE DELLA LIPU AL MINISTRO DELLA SALUTE STORACE E AI MEMBRI DEL TAVOLO TECNICO NAZIONALE.

•Una rapida valutazione dei possibili rischi derivanti dall'attività venatoria sugli uccelli migratori, in particolare ma non esclusivamente sugli anatidi, e la disposizione di azioni consequenziali. E' necessario comprendere se l'abbattimento di uccelli migratori provenienti da zone a rischio, quali ad esempio le aree nord europee, e il successivo contatto tra chi abbatte l'animale e l'animale abbattuto, possa effettivamente considerarsi attività immune da rischi o se altrimenti tali rischi esistono. Ciò, anche in considerazione di due fattori emersi nel corso dell'incontro e non ignorabili quali: a) la consapevolezza che il contagio può avvenire tramite il contatto con, tra le altre cose, il sangue dell'animale infetto; b) l'impossibilità di escludere, al momento, che la trasmissione del virus possa avvenire tramite contatto diretto uomo-animale selvatico. E infine in considerazione del possibile contatto passivo tra gli animali abbattuti, le loro feci, il loro sangue, e gli animali domestici. In definitiva, si chiede se, a fronte dell'abbattimento di un numero altissimo di uccelli migratori e in particolare di anatidi durante la stagione venatoria, questo non possa rappresentare un fattore seppure aggiuntivo di rischio e se, in tal caso, non si intenda assumere provvedimenti dovuti ed urgenti tra i quali la sospensione della caccia agli uccelli migratori e in particolare agli anatidi.

•La sospensione dell'utilizzo dei richiami vivi di caccia. Appare evidente che l'utilizzo di un animale domestico quale richiamo per gli uccelli selvatici e i suo probabili contatti dapprima con questi e successivamente con altri animali domestici possa rappresentare un fattore di rischio di trasmissione del virus, dato che i contatti tra taluni animali selvatici e gli animali domestici sono tra gli eventi considerati maggiormente pericolosi. Si chiede dunque la sospensione precauzionale e urgente dell'utilizzo dei richiami vivi per l'attività venatoria e un'approfondita analisi tecnico-scientifica della questione.

•La sospensione delle attività di ripopolamento a fini venatori. Appare evidente che l'immissione in ambiente naturale di fauna allevata può rappresentare un fattore di rischio ed un evento tale da implementare le probabilità di contagio e diffusione del virus. Si chiede dunque la sospensione precauzionale di tale attività e un'approfondita analisi tecnico-scientifica della questione.

•La conferma del divieto di importazione di fauna selvatica, viva o morta, nel nostro Paese nonché il divieto per i cittadini italiani di svolgere attività venatoria in Paesi esteri e in particolare nord ed est europei.

•L'intensificazione dei controlli doganali, in particolare presso le frontiere con l'Est Europa e nelle aree portuali e aeroportuali, da parte degli organi di polizia e vigilanza. Tali luoghi sono infatti teatro, da tempo, di immissione illegale di fauna selvatica, viva o morta, spesso proveniente da quei Paesi (Europa dell'est e Nord-est) che al momento risultano particolarmente esposti ai rischi di diffusione del virus.

•Il sostegno e l'implementazione delle attività di ricerca scientifica, monitoraggio ed elaborazione dati. Tali attività risultano di fondamentale importanza al fine della conoscenza più approfondita del caso e dell'impostazione di una strategia sanitaria ottimale. Appare evidente, in tal senso, che gli enti di ricerca e chiunque sia coinvolto nelle attività, possa disporre degli strumenti e delle risorse necessarie a svolgere al meglio l'opera tecnico-scientifica necessaria.

•La creazione di una Task force specifica presso il Ministero della Salute. Appare necessario che il Tavolo tecnico di recente istituzione da parte del Ministero della Salute venga trasformato in una vera e propria Task force che rappresenti un luogo privilegiato per scambio rapido di informazioni e la programmazione ottimale e armonica delle attività.


Sezione Download

Seleziona il link per eseguire il download dell'allegato

pdf/archivio_infav_12102005.pdf


LIPU
andrea.mazza@lipu.it
www.lipu.it


  Galleria di immagini principale   Vai alla Home page   Torna in cima alla pagina