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INFLUENZA AVIARIA, LIPU COMMENTA I CASI DI GROSSETO: "GLI ALLEVEMENTI INTENSIVI A FINI VENATORI SONO POTENZIALMENTE PERICOLOSI".

02/11/2006

"I casi di influenza aviaria riscontrati a Grosseto dimostrano la pericolosità degli allevamenti intensivi e in particolare di quelli che utilizzano gli uccelli come richiami vivi nell'attività venatoria". La LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) prende posizione in merito ai nuovi casi di influenza aviaria riscontrati nel grossetano. "Il fatto che il 50% degli uccelli analizzati, ossia 20 su 40, sia risultato infettato - spiega Marco Gustin, Responsabile Specie e ricerca LIPU - ci conferma come questo tipo di allevamenti sia potenzialmente pericoloso per lo sviluppo di virus aviari, che trovano terreno fertile nelle alte concentrazioni. Per di più, questi animali sono destinati a essere utilizzati dai cacciatori come richiami, e quindi espongono al contagio gli uccelli selvatici con i quali possono venire a contatto". Per la LIPU quindi nessun allarmismo contro gli uccelli migratori è giustificato. "Una delle soluzioni più importanti per prevenire l'influenza aviaria - prosegue Gustin - è proprio quello di evitare di concentrare grandi numeri di uccelli domestici, come pollame o esemplari destinati all'attività venatoria, in spazi ristretti e privi di quei requisiti minimi di biosicurezza atti a prevenire lo sviluppo delle malattie. Allevare uccelli a fini venatori, come nel caso di Grosseto, non è dunque giustificabile, né da un punto di vista etico né da quello della conservazione degli uccelli migratori selvatici in natura".



LIPU
andrea.mazza@lipu.it
www.lipu.it


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