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INFLUENZA AVIARIA: FINITI A FUCILATE I GERMANI DI GROSSETO. L'AMARO COMMENTO DELLA LIPU: "SPETTACOLO INDEGNO, E' TEMPO DI RIFLETTERE SUGLI ALLEVAMENTI A FINI VENATORI"

09/11/2006

Avevano parlato di "morte dolce". E invece, per i germani di Grosseto, sono arrivati i maltrattamenti, i calci, le ore di attesa stipati in gabbie anguste, la morte per asfissia. E ora le fucilate, questa mattina, per colpire gli ultimi "ribelli" a questo ennesimo e terribile spettacolo dell'uomo contro la natura. Lo denuncia la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), che chiede con urgenza un intervento sugli allevamenti di uccelli utilizzati come richiami nell'attività venatoria. "Una pratica brutale - dichiara Claudio Celada, Direttore Area Conservazione Natura LIPU - dove gli uccelli sono ammassati in allevamenti intensivi, privati dello spazio vitale ed esposti al rischio, a causa del sovraffollamento, di contrarre i virus. Uccelli che poi vengono utilizzati in natura come richiami vivi, con vari rischi di natura bio-ecologica e sanitaria". Intanto la LIPU invita ancora una volta a non cedere alla psicosi dell'aviaria: l'assenza finora di casi di passaggio di virus aviari dagli uccelli selvatici all'uomo non giustifica abbattimenti di uccelli selvatici, così come le violenze, ugualmente inaccettabili, verso quelli da allevamento. "Occorre modificare in modo profondo i sistemi di allevamento - conclude Celada - che costituiscono l'origine dei problemi legati alla diffusione dei virus aviari che peraltro, così come affermato ieri da FAO e OIE, sono da tenere continuamente sotto controllo perché suscettibili di cambiamenti repentini da una stagione all'altra. E laddove vi sia l'esigenza di intervenire, si rispetti il benessere animale e la dignità degli stessi animali"



LIPU
andrea.mazza@lipu.it
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