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AGRICOLTURA: IL COMMISSARIO UE FISCHER BOEL RISPONDE A LIPU E BIRDLIFE: "VERIFICHEREMO SE I PIANI PER LO SVILUPPO RURALE TUTELANO LA BIODIVERSITA'"

19/02/2007

La LIPU a regioni e province autonome: "Un'occasione da non perdere per fermare il declino della biodiversitÓ".<>. Ad affermarlo Ŕ il Commissario europeo all'Agricoltura Mariann Fischer Boel, rispondendo ad una lettera inviata da LIPU e BirdLife International in vista dell'approvazione, da parte della Commissione Europea, dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR) per il periodo 2007-2013. La missiva conteneva alcune preoccupazioni di LIPU e BirdLife International, tra le quali una possibile insufficiente allocazione di risorse da parte dei piani nazionali nei confronti della tutela della biodiversitÓ, intesa come ricchezza di specie selvatiche, e per lo sviluppo e la gestione dei siti di Rete Natura 2000, la rete europea che comprende le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e i Siti di Importanza Comunitaria (SIC). Le risposte fornite dal Commissario europeo sono state definite dalla LIPU e da BirdLife "chiare e rassicuranti". In primo luogo, premesso che la Commissione Europea verificherÓ se "i Piani di Sviluppo Rurale siano coerenti con quanto prescritto dall'Unione europea sull'esigenza di tutelare la biodiversitÓ e Rete Natura 2000", il commissario Fischer Boel ha assicurato che vi saranno controlli "per verificare che gli Stati membri prevedano fondi adeguati per fronteggiare le emergenze ambientali presenti sul proprio territorio", coerentemente con quanto contenuto nelle Linee guida strategiche europee e, per l'Italia, nel Piano strategico nazionale sullo sviluppo rurale. Quanto agli "schemi agro-ambientali", utilizzati per finanziare l'agricoltura biologica, la creazione di siepi o il ripristino di ambienti naturali, e che hanno riflessi decisivi sull'habitat e la sopravvivenza delle specie animali tipiche degli ambienti agricoli, la Commissione "valuterÓ - scrive Fischer Boel - le misure proposte dagli Stati membri e chiederÓ che vangano quantificati con precisione i benefici che esse comporteranno per l'ambiente. Questo per evitare l'eccessivo ricorso a misure "generiche", per le quali non si conoscono a sufficienza i vantaggi che comportano per l'ambiente. Gli schemi agroambientali quindi dovranno essere ben progettati, indirizzati a risolvere precisi problemi ambientali, misurabili, finanziati in modo appropriato e adeguatamente promossi presso il mondo agricolo. Il Commissario UE affronta anche l'asse competitivitÓ dei Piani di sviluppo rurale. Il timore degli ambientalisti era che queste misure finissero per intensificare la produzione (serre, prosciugamento di terreni, irrigazione delle steppe, per fare alcuni esempi) e dunque danneggiare l'ambiente. In realtÓ "gli Stati membri - scrive il Commissario - devono assicurare la coerenza tra le misure previste nei tre assi che compongono i piani di sviluppo rurale, attivando misure che non siano contradditorie". Infine, la Commissione Europea sottolinea l'obbligo per le regioni di effettuare una Valutazione Ambientale Strategica sull'intero Piano di sviluppo rurale: il bilancio complessivo del piano deve essere positivo per l'ambiente, e in caso di effetti negativi si deve prevedere la modifica dello stesso o, quando possibile, l'effettuazione di misure di compensazione. <>.



LIPU
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