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BIODIVERSITA': LA SARDEGNA DESIGNA 250.000 ETTARI DI AREE IMPORTANTI PER L'AVIFAUNA (IBA) COME ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE (ZPS). LIPU: "PASSO DI GRANDE RILIEVO: ORA SI ATTUI UNA GESTIONE SERIA PER TUTELARE HABITAT E SPECIE"

23/03/2007

La Delibera, approvata dalla Giunta Regionale il 7 marzo 2007, contribuirā alla protezione di specie come la Gallina prataiola, il Falco della regina, il Grifone e il Pollo sultano. Quasi 250mila ettari di aree importanti per l'avifauna (IBA), caratterizzate dalla presenza di specie di uccelli di grande valore, alcune delle quali in declino o a rischio di estinzione come la Gallina prataiola e il Grifone, sono state designate come Zone di Protezione Speciale (ZPS) dalla Regione Sardegna. Lo annuncia la LIPU-BirdLife Italia, che definisce la decisione un passo di grande rilievo verso il completamento di Rete Natura 2000 in Sardegna, pur mancando ancora all'appello alcuni siti importanti, privi a tutt'oggi di protezione legale. La decisione di istituire le ZPS, contenuta nella delibera della Giunta Regionale n. 9/17 del 7 marzo 2007, č stata adottata per dare una risposta concreta alla sentenza con la quale la Corte di Giustizia europea, nel 2003, ha condannato l'Italia per insufficiente designazione di ZPS in relazione all'inventario IBA (Important Bird Areas), realizzato dalla LIPU e acquisito ufficialmente dall'Unione Europea come base di riferimento per l'istituzione di ZPS. La Sardegna era, prima della delibera, la regione maggiormente inadempiente per quanto concerne la designazione di ZPS, pur detenendo grandi ricchezze in termini di biodiversitā. La delibera regionale dello scorso 7 marzo ha creato 22 nuove ZPS per un totale di oltre 230mila ettari e ha inoltre ampliato la giā esistente ZPS "Isola di Tavolara, Molara e Molarotto" di circa 14.400 ettari, per un totale di 245mila ettari di territorio che entra a far parte della Rete Natura 2000, la rete europea per la conservazione della biodiversitā. Tra le nuove aree istituite, che comunque erano giā state incluse nell'inventario IBA, troviamo aree costiere e isole come il Golfo di Orosei (29mila ettari), la costa compresa tra Bosa e Alghero, l'isola di San Pietro (che comprende l'Oasi LIPU Carloforte, nota per la nidificazione di 100 coppie di Falco della regina) e quella di Sant'Antioco, zone umide come lo Stagno di Colostrai, zone costiere come Capo Caccia e Capo Figari e aree interne come i Monti del Gennargentu (44.716 ettari) e il Monte dei Sette fratelli (40.458 ettari). Tutelando questi habitat, che appartengono a ben cinque tipologie ambientali (zone umide, costa, steppa, foresta e ambienti misti mediterranei), si potrā contribuire a salvare specie in grave declino come la Gallina prataiola, il Falco della regina, il Grifone, il Pollo sultano, l'Astore di Sardegna, la Berta maggiore, la Berta minore e il gabbiano roseo, oltre che a Sterna, Fratino, Fraticello e Cavaliere d'Italia. 'E' ora importante che la Regione Sardegna si doti, sulla base dei criteri minimi uniformi che emergeranno dal decreto del Ministro dell'Ambiente, delle misure di conservazione necessarie alla tutela di specie e habitat - dichiara Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU-BirdLife Italia - e sappia cogliere le opportunitā di finanziamento per la gestione dei siti di Rete Natura 2000 che le vengono offerte dai Piani di Sviluppo Rurale e dai Fondi strutturali".



LIPU
andrea.mazza@lipu.it
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