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RETE NATURA 2000, POSTICIPO DEL DECRETO FIGLIO DEL RICATTO VENATORIO. “LA MISURA APPARE COLMA. MA ORA, IN ATTESA DEL PROVVEDIMENTO, SUBITO LE MISURE DI SALVAGUARDIA E LE RELATIVE SANZIONI PENALI”.

02/08/2007

“Il decreto Rete Natura 2000 a Settembre? E’ certamente per qualche giorno di caccia in più. Ma ora scattino immediatamente le misure di salvaguardia, in attesa che il decreto ponga le opportune tutele”. E’ quanto dichiarano Italia Nostra, LIPU e WWF alla notizia, giunta dalla Conferenza Stato-Regioni di ieri, che l’emanazione del provvedimento del Ministro dell’Ambiente avverrà a settembre e non subito, come invece appariva ormai scontato. “Un provvedimento di questa portata – dichiarano le associazioni in una dura nota congiunta - relativo allo strumento comunitario più importante per l’attuazione della Convenzione Biodiversità e contenente norme per la tutela di fauna, flora, habitat naturali e quasi 3mila aree di altissimo valore naturalistico, merita ben altra sorte che quella di ritrovarsi condizionato dai cacciatori italiani e dalle Regioni, condizionamento che ha portato il nostro Paese a subire procedure di infrazione a iosa e che non ci permette di uscire dalla violazione comunitaria. Una situazione quasi surreale, a voler leggere i fatti, ma che nel nostro Paese è ancora realtà”. “A questo punto è bene dirla tutta: la caccia in Italia dovrebbe chiudere quasi ovunque: nei corridoi di migrazione dove passano le specie superprotette, nelle aree umide inquinate dal piombo e assediate dalle doppiette, nelle piccole isole territorio di un bracconaggio ancora imperante. Per non parlare di uccellagione, deroghe illegali, richiami vivi. E invece i cacciatori hanno ancora il potere, a quanto pare, di manovrare le amministrazioni. Forse a questo punto serve una svolta radicale. Forse la misura è davvero colma”. “Per intanto – concludono le associazioni - si dia attuazione alla legge e si applichino in tutti i siti della Rete Natura 2000 le misure di salvaguardia, a cominciare dai divieti assoluti di cacciare e disturbare le specie animali e di introdurre armi, secondo l’articolo 11 comma 3 della legge 394/91, legge che lo Stato è chiamato immediatamente ad applicare, incluse le relative sanzioni penali”. Se così non sarà, ci troveremo di fronte calendari venatori palesemente illegittimi che le associazioni ambientaliste sono già pronte ad impugnare



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