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FORESTE: SALVATI 30.000 ETTARI IN UGANDA E 300 SPECIE DI UCCELLI GRAZIE A UNA CAMPAGNA DI BIRDLIFE INTERNATIONAL. LIPU: “LA PRESENZA DI ONG IN AFRICA IMPORTANTE PER LA TUTELA DELLA BIODIVERSITA’”

31/10/2007

Emergenza in Tanzania: la LIPU scrive al governo per fermare i progetti sul Lago Patron, che minacciano la sopravvivenza del Fenicottero minore.La Mabira Forest Riserve, la più grande foresta dell’Uganda, è salva. Grazie a un’intensa campagna di BirdLife International, di NatureUganda (BirdLife in Uganda) e di altre associazioni parte di BirdLife Africa, il governo dell’Uganda ha deciso di respingere il progetto che doveva trasformare circa un terzo della foresta, che si estende su 30mila ettari di territorio, in piantagioni da canna da zucchero. Ad annunciarlo è oggi la LIPU-BirdLife Italia, partner per l’Italia di BirdLife International, che plaude alla decisone del governo africano di mettere sotto tutela un prezioso ecosistema, quello della Mabira Forest Riserve, che custodisce il 12% delle specie di piante dell’Uganda e 300 specie di uccelli (il 30% del totale) tra cui specie di grande interesse come la Ghiandaia marina golazzurra e il Francolino di nahan. L’areaè infatti un’IBA (area importante per gli uccelli – Important Bird Areas), il progetto portato avanti in Africa e in tutto il mondo da BirdLife international per la tutela degli uccelli selvatici e dell’habitat in cui vivono, sostano e si riproducono. La recente stima del valore economico della foresta Mabira, realizzata da NatureUganda, è stata determinante nella decisione del Governo ugandese di salvare la Riserva: se conservata, infatti, la foresta di Mabira produce un valore che supera nettamente quello che avrebbe rappresentato, se realizzata, la produzione di canna da zucchero. Ma nella decisione di salvare la foresta sono state considerati anche altri fattori: la presenza di importanti flussi turistici e le esigenze delle comunità locali, formate da 120mila persone, per le quali la foresta rappresenta una fonte importante di sostentamento, di acqua pulita e cibo. “Questa decisione del Governo dell’Uganda – dichiara Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU-BirdLife Italia e membro dell’European Committee di BirdLife International – frutto anche del paziente lavoro di BirdLife in Uganda, dimostra quanto sia importante che nel continente africano siano presenti Organizzazioni non governative che si occupano di conservazione della biodiversità e del benessere delle popolazioni locali” Mentre l’Uganda mette al sicuro i propri “gioielli” naturalistici, la Tanzania deciderà nei prossimi giorni il destino del Lago Natron. La LIPU ha inviato oggi una lettera al ministro dell’Ambiente del governo tanzanese dove chiede di fermare la realizzazione di un impianto per la produzione di carbonato di sodio, che il governo tanzanese vorrebbe realizzare in partnership con un’industria indiana, la Tata Chemicals. Il lago, uno dei più importanti siti ornitologici del continente, rappresenta un prezioso ecosistema dove vive il 75% della popolazione mondiale di fenicottero minore. “E’ un progetto insostenibile – scrive Giuliano Tallone, Presidente LIPU – che può causare danni devastanti alla biodiversità. Chiediamo al Governo della Tanzania di fermare il progetto ed evitare così l’estinzione del fenicottero minore in questa area dell’Africa”.



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