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AGRICOLTURA: PRESENTATE A BRUXELLES DALLA COMMISSIONE EUROPEA LE PROPOSTE SULLA POLITICA AGRICOLA COMUNE. LIPU DELUSA: “QUESTO DOCUMENTO NON PROMUOVE L’AGRICOLTURA SOSTENIBILE”.

20/11/2007

“Mancano proposte adeguate a risolvere i gravi problemi che minacciano l’ambiente e l’habitat agricolo”. Delusione viene espressa da LIPU-BirdLife Italia per le proposte presentate questa mattina a Bruxelles dalla Commissione Europea in tema di politica agricola comune. Nonostante le grandi sfide poste dai cambiamenti climatici, dalla carenza di risorse idriche, dalla trasformazione e impoverimento del paesaggio, dal declino della biodiversità, il documento ufficiale della Commissione Europea, la cosiddetta “Health Check”, si limita a piccoli aggiustamenti, riconosce i problemi ma non suggerisce, come sperato, delle soluzioni. Manca insomma di una visione di lungo termine per una corretta gestione del territorio e una politica agricola sostenibile per l’ambiente, nonostante gli impegni internazionali per fermare il declino della biodiversità entro il 2010. E intanto dei 45 milioni di euro spesi ogni anno dall’Unione europea per l’agricoltura, solo il 20% continueranno ad essere destinati allo sviluppo rurale e alle misure agroambientali. “Tra le proposte presentate dalla Commissione Europea – dichiara Patrizia Rossi, Responsabile Agricoltura LIPU-BirdLife Italia – la più negativaè senz’altro quella relativa al ‘set-aside’, i terreni agricoli a riposo: l’abolizione di fatto del set-aside obbligatorio, e la sua sostituzione con imprecisate misure volontarie, si rifletterà negativamente sulla biodiversità e la qualità dell’acqua proprio in un momento in cui i cambiamenti climatici stanno creando ulteriori pressioni su ecosistemi e specie già indeboliti dalle trasformazioni subite negli ultimi decenni”. Un altro punto negativo della Health Check è quello della “condizionalità”, che dal 2005 subordina la concessione di contributi al rispetto della legislazione ambientale e di buone pratiche agronomiche come ad esempio l’adozione di misure per evitare il deterioramento degli habitat. Lungi dal proporre una reale verifica che permetta di capire se l’implementazione nazionale e regionale di questo principio fornisca o meno risultati in termini ambientali e naturalistici, la Commissione ne propone una semplificazione, triste presagio di ulteriori annacquamenti. Nonostante le recenti riforme avessero imboccato la strada giusta, “con questo documento – prosegue Rossi - la Politica Agricola Comune sta fallendo l’obiettivo di tutela ambientale, destinando scarse risorse a un modello di agricoltura sostenibile ed elargendo invece ingenti risorse a favore delle aziende agricole più intensive“. “Non è con questo spirito – conclude Rossi – che la Commissione Europea potrà costruire una politica che premi i beni e i servizi di utilità generale che l’agricoltura è in grado di produrre e che il mercato non riesce ancora a remunerare. Di conseguenza, in futuro, sarà sempre più difficile giustificare e mantenere gli attuali livelli di spesa a favore di questo settore, con grandi danni sia per le aziende agricole che per l’ambiente”.



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