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AGRICOLTURA: “TERRENI A RIPOSO PER SALVARE ALLODOLE E STRILLOZZI”. LIPU AL GOVERNO ITALIANO: “SI SEGUA L’ESEMPIO INGLESE”

04/08/2008

Chiesto un provvedimento per compensare l’abolizione del “set-aside” obbligatorio. L’abolizione attuata dall’Unione europea l’anno scorso del set-aside, ossia il ritiro obbligatorio dalla produzione del 10% dei terreni agricoli destinati a seminativi, sta causando gravi difficoltà a specie tipiche degli ambienti agricoli come Allodola, Strillozzo, Averla piccola e Pavoncella. Per alcune specie è andato perso l’habitat per nidificare in estate mentre altre specie non trovano d’inverno il cibo per sopravvivere. Lo denuncia la LIPU-Birdlife Italia, che rivolge un invito al Governo italiano affinché segua l’esempio della Gran Bretagna: dal 2009 – ha annunciato in questi giorni il Governo inglese - agli agricoltori beneficiari di sussidi dell’Unione europea sarà richiesto di destinare una piccola parte dei loro terreni alla creazione di habitat utili per la fauna selvatica, restituendo così alcuni dei vantaggi ambientali tipici del set-aside, ossia spazi sicuri per nidificare nei campi incolti e cibo assicurato in inverno, anche per numerose specie di rapaci, come Albanella minore, Gheppio e Falco cuculo, che in tali ambienti nidificano o trovano i piccoli animali di cui si nutrono. “Chiediamo al Governo italiano – dichiara Patrizia Rossi, responsabile Agricoltura LIPU-BirdLife Italia – di introdurre uno strumento affinché gli agricoltori dedichino una piccola parte della loro azienda alla natura. Si terrebbe conto degli elementi naturali già presenti, come siepi, filari e stagni, compresi quelli realizzati tramite gli schemi agroambientali. Chi non avesse spazi naturali in azienda potrebbe crearne di nuovi usufruendo dei fondi disponibili nei Piani di Sviluppo Rurale. Tale soluzione non graverebbe quindi sui bilanci aziendali, ma sarebbe un aiuto fondamentale per l’ambiente agricolo” In Italia – ricorda la LIPU – erano poco meno di 200mila gli ettari di terreno, concentrati soprattutto nelle aree altamente vocate come la Pianura Padana, ritirati dalla produzione mediante il set-asid obbligatorio, un meccanismo introdotto nel 1992 per ridurre le eccessive quantità di derrate prodotte e abolito nel settembre del 2007 per incrementare la produzione di cereali per l’alimentazione. Secondo la LIPU l’abolizione del set-aside obbligatorio rischia di aggravare ulteriormente il declino che da alcuni decenni colpisce numerose specie di uccelli degli ambienti agricoli, a causa dell’intensificazione della produzione e dell’uso di prodotti chimici. “Ci auguriamo anche – conclude Rossi - che la Commissione Europea, a due anni dal termine del Countdown 2010 volto ad arrestare il declino della biodiversità, decida di adottare misure sostitutive come quelle annunciate dal Governo inglese in occasione dell’Health Check della PAC del prossimo autunno”.



LIPU
andrea.mazza@lipu.it
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