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CACCIA, LIPU DENUNCIA: "BRACCONAGGIO E CACCIA IN DEROGA: ITALIA CASO CRITICO". CHIESTO UN PIANO NAZIONALE ANTIBRACCONAGGIO E UNA GENERALE ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA'.

L'uccisione di un'Aquila reale e di un Biancone e il lupo dilaniato da una tagliola gli episodi più inquietanti.

30 GEN 2007

Bracconaggio e caccia in deroga alle specie protette. La stagione venatoria che si concluderà domani fa ancora una volta dell'Italia, tra infrazioni e illegalità, un caso critico a livello europeo. Lo denuncia la LIPU-BirdLife Italia, impegnata nei mesi scorsi a rimuovere nei punti caldi della penisola migliaia di trappole e reti illegali piazzate da bracconieri che approfittano del passaggio sull'Italia degli uccelli migratori per catturare e uccidere pettirossi, tordi, scriccioli e cince, e che inoltre colpiscono a fucilate rapaci come falchi e aquile.

Una stagione venatoria che dal punto di vista del bracconaggio è stata caratterizzata da episodi inquietanti come l'uccisione di un'Aquila reale a Lecco e il ritrovamento nel Lazio di un lupo selvatico dilaniato da una tagliola, salvato dal centro LIPU di Roma e liberato pochi giorni fa in Abruzzo dal Corpo Forestale dello Stato. Dal 1° settembre 2006, con la preapertura della caccia e fino ad oggi, i 12 centri di recupero fauna selvatica gestiti dalla LIPU hanno dovuto operare a pieno regime per arginare l'abbattimento di specie protette. Le doppiette non hanno risparmiato specie ultraprotette come il Biancone (un esemplare ucciso a inizio stagione venatoria in provincia di Roma), il Falco pescatore, il Falco pellegrino e altre, per un totale di 35 specie protette coinvolte e centinaia di animali ricoverati nei centri LIPU.

<<E' il momento di lanciare un piano nazionale antibracconaggio - dichiara Giuliano Tallone, Presidente LIPU-BirdLife Italia - che contrasti le attività illegali esercitate contro la fauna, specie nei punti caldi e tristemente noti del nostro territorio, e unisca intorno all'obiettivo di un serio e completo ripristino della legalità ambientale le forze migliori e più responsabili del Paese. Chiediamo dunque ai Ministri dell'Ambiente e dell'Agricoltura, nonché alle regioni e alle province italiane, di promuovere iniziative straordinarie per affrontare con efficacia ancora maggiore il grave fenomeno del bracconaggio. Ma chiediamo anche, a tutti gli attori sociali interessati, di unirsi attorno a quest'obiettivo che è anzitutto di civiltà>>.

Altra questione è quella delle deroghe di caccia alle specie protette, sulla quale grava una pesante procedura di infrazione attivata dall'Unione europea contro l'Italia e in particolare contro dodici delle sue regioni. Da situazione eccezionale, attivabile solo in casi speciali e attraverso rigorose procedure, lo strumento delle deroghe è divenuto "una sorta di regime semipermanente di caccia agli uccelli rispetto ai quali la caccia è vietata", secondo le parole della Commissione europea. In altri termini: un trucco per cacciare di più.

La procedura di infrazione 2131/06 attivata dall'Unione europea non ha ancora ottenuto risposte - sottolinea la LIPU - nonostante la minaccia di multe salatissime tramite il blocco dei fondi per lo sviluppo rurale. E se è vero che la politica regionale delle deroghe, nel corso della stagione che si chiude, ha registrato una seppure minima frenata, la situazione resta fortemente critica. Quello che più colpisce è la convinzione, che appare ormai radicata, che le deroghe siano un "diritto" e una prassi, piuttosto che uno strumento eccezionale. Anche su questo serve dunque una seria assunzione di responsabilità da parte di tutti per evitare non solo le condanne dell'Unione ma anche quel riacutizzarsi del conflitto tra le parti di cui in queste settimane si è già avuto qualche segnale.

Ufficio stampa LIPU Birdlife Italia
andrea.mazza@lipu.it
www.lipu.it
Tel.: 0521.273043

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