BRACCONAGGIO: CONCLUSA LA CAMPAGNA AUTUNNALE LIPU NEL BRESCIANO
5.000 TRAPPOLE E 163 RETI PER LA CATTURA E L'UCCISIONE DI PETTIROSSI E ALTRI PICCOLI UCCELLI SEQUESTRATE IN DUE MESI DI VIGILANZA.
5 DIC 2005
Migliaia di uccelli migratori in migrazione autunnale sulla provincia di Brescia hanno trovato la morte dopo indicibili agonie, dilaniati dalle famigerate trappole ad archetto, tagliole a scatto o catturati con reti illegali. Dalle alture del Lago d'Idro fino alla periferia di Brescia, numerose specie di uccelli protetti come scriccioli, cince e, appunto, pettirossi, sono stati uccisi e destinati alla preparazione della "Polenta e osei" oppure catturati vivi per essere avviati al mercato clandestino dei richiami.
A denunciarlo è la LIPU , che ha concluso in questi giorni la campagna autunnale 2005 per combattere il bracconaggio nelle valli del bresciano, la ventesima consecutiva che l'associazione organizza dal 1985. In due mesi di vigilanza sul vasto territorio bresciano, gli agenti del Nucleo LIPU coordinati dall'Ispettore Piergiorgio Candela, hanno sequestrato 5.000 trappole tra archetti e tagliole a scatto, 163 reti (la maggior parte delle reti è stata sequestrata in giardini privati nei quali i bracconieri avevano realizzato dei roccoli), numerose gabbie-trappola e 39 lacci a cappio in metallo per l'uccisione di caprioli e mustelidi (piccoli mammiferi carnivori).
Oltre 1.000 tra pettirossi , scriccioli e altre specie di piccoli uccelli protetti sono stati trovati dalla LIPU agonizzanti appesi con le zampe spezzate negli archetti sistemati tra gli alberi. Sequestrati inoltre dal Nucleo antibracconaggio LIPU 435 uccelli adibiti a richiamo vivo , che sono stati in seguito liberati in zone lontane da quelle di ritrovamento oppure ricoverati per la riabilitazione presso alcuni centri di recupero.
Nel complesso sono stati 60 i verbali penali inoltrati dal Nucleo LIPU all'Autorità giudiziaria per uccellagione e detenzione di avifauna protetta. Alcuni bracconieri sono stati denunciati per maltrattamento e sevizie su animali : costringevano gli uccelli utilizzati come richiami vivi a stare in gabbiette colme di escrementi e prive di acqua con cui dissetarsi. <<Abbiamo riscontrato un aumento nell'uso di reti e micro-tagliole a scatto, che causano la morte degli uccelli per strozzamento - denuncia l'Ispettore LIPU Piergiorgio Candela - Inoltre è emerso che a persistere nella brutale pratica sono anche irriducibili bracconieri già denunciati in passato, incuranti delle sanzioni penali che in precedenza sono state loro inflitte>>. <<L'attività svolta - conclude Candela - è anche servita per scoraggiare la l'attivazione di migliaia di altri strumenti per la cattura e l'uccisione di avifauna, salvando da un'orrenda fine innumerevoli altri uccelli che potranno continuare a volare e a svolgere le funzioni loro assegnate da madre natura>>.
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