|
AMBIENTE, GLI UCCELLI DEGLI AMBIENTI AGRICOLI IN GRAVE DECLINO. I DATI DEL NUOVO RAPPORTO 2007 SULLE 124 SPECIE DI UCCELLI PIU DIFFUSE A LIVELLO EUROPEO. LIPU: INADEGUATE LE PROPOSTE DI RIFORMA DELLA PAC.
28 GEN 2008
E di nuovo allarme per gli uccelli selvatici che vivono negli ambienti
agricoli. Secondo il rapporto State of Europes Common birds 2007,
elaborato da BirdLife International (LIPU in Italia) con lEBCC (European
Bird Censis Council) e la RSPB (Royal Society for the Protection of Birds),
gli uccelli che frequentano le nostre campagne si sono pressoché dimezzati
nellultimo quarto di secolo, nel periodo che va dal 1980 al 2005.
Lo studio, diffuso oggi dalla LIPU-BirdLife Italia in occasione del
Consiglio dei ministri agricoli europei che affronterà anche lHealth
Check (le proposte di riforma della Politica Agricola Comune avanzate dalla
Commissione europea), analizza landamento delle 124 specie più diffuse in
Europa, ossia quelle che non sono concentrate su territori delimitati ma
sparse sul territorio.
I dati, raccolti in 20 Paesi europei (compresi alcuni entrati di recenti
nellUnione Europea), evidenziano un calo per 54 specie, un aumento per 28
specie e una stabilità per altre 27 specie. Delle 54 specie in calo, ben 33
sono tipiche degli ambienti agricoli. Il loro calo, in media, è stato del 44
per cento. A preoccupare è il declino marcato di specie una volta familiari
nellambiente agricolo, come la Starna, la Pavoncella e la Tortora.
Nella top ten delle specie più in crisi, quelle agricole hanno conquistato
ben sei posti su dieci: la Cappellaccia è in calo del 95%, la Starna del
79%, il Torcicollo (-74%) la Tortora del 62%, la Pavoncella del 51% e il
Verzellino (-41%). Tra le specie della top ten del declino, ma non tipiche
dellambiente agricolo, troviamo il Picchio rosso minore (-81%), il
Culbianco (-70%), lUsignolo (-63%), la Cincia bigia alpestre (-58%).
LHealth Check della Commissione Europea dichiara Patrizia Rossi,
Responsabile Agricoltura LIPU-BirdLife Italia offre soluzioni che
giudichiamo inadeguate ad affrontare i problemi che minacciano lhabitat
agricolo e la biodiversità. In particolare su due punti: labolizione di
fatto del set-aside obbligatorio, ossia la messa a riposo dei terreni
coltivabili, e la semplificazione della condizionalità, che dal 2005
subordina la concessioni di contributi agli agricoltori subordinandoli al
rispetto della legislazione ambientale e delle buone pratiche agronomiche.
In pratica conclude Rossi lHealth Check fa purtroppo intravedere un
fallimento nellobiettivo della Commissione Europea di costruire un modello
di agricoltura sostenibile che tuteli lambiente e le specie.
The state of Europes common birds 2007, è relativo al programma europeo
di monitoraggio sulle specie diffuse di uccelli, il Pan European Common Bird
Monitoring Schemes (PECBMS) - elaborato dallEBCC (European Bird Census
Council), da BirdLife International, dalla RSPB e da Statistic Netherlands - è costituito da un insieme di indicatori di biodiversità tra i più completi
in Europa.
Anche per lItalia, come già evidenziato lanno scorso dai dati finali del
progetto MITO2000 curato da FaunaViva e Ciso (Centro Italiano Studi
Ornitologici), che ricalca sul versante nazionale limpostazione del Pan
European Common Bird Monitoring Schemes, la diminuzione delle specie
agricole è molto marcata. Le specie più colpite in Italia sono la Rondine,
il Balestruccio, il Beccamoschino, il Saltimpalo, lAllodola, lAverla
piccola, la Ballerina bianca, i passeri (Passera dItalia e Passera
mattugia), sui quali la LIPU ha lanciato di recente il progetto SOS
passeri, e lo Storno.
The state of Europes common birds 2007 evidenzia infine anche alcuni casi
di specie in ripresa: è il caso del Frosone (+658%), della Balia dal
collare (+182%), del Corvo imperiale (+118%), della Capinera (+82%), della
Poiana (+80%), del Picchio nero (+77%), del Colombaccio (+71%), della
Tortora dal collare orientale (+59%), del Lui piccolo (+56%) e del Picchio
verde (+43%).
|