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BIODIVERSITA: LE MINACCE ARRIVANO DA STRADE E AUTOSTRADE. PRESENTATO RAPPORTO LIPU SU INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO
E FAUNA SELVATICA. BUONE INIZIATIVE LOCALI, MA IN ITALIA
MANCANO ANCORA LEGGI, REGOLAMENTI E LINEE GUIDA .
Aperto in Ungheria il meeting internazionale delle IENE
(Infra-Eco-Network-Europe):
nel 2025 traffico in Europa in aumento del 200% rispetto a 15 anni fa
10 APR 2008
Sottopassi, ponti e tunnel per aiutare gli animali selvatici. E il Friuli
Venezia Giulia la regione italiana più verde, secondo il primo rapporto LIPU
sullo stato dellarte in tema di impatti delle infrastrutture di trasporto
sullhabitat e sulla fauna selvatica in Italia, presentato questa mattina a
Nyíregyháza, in Ungheria, in occasione del meeting delle IENE
(Infra-Eco-Network-Europe), la rete di collaborazione a livello europeo più autorevole sul tema della frammentazione degli habitat causata da strade,
autostrade e ferrovie, una delle più importanti minacce alla tutela della
biodiversità in Europa e nel mondo.
Negli ultimi 25 anni - ha sottolineato nel suo intervento Marco Dinetti,
responsabile Ecologia Urbana LIPU e coordinatore per lItalia della rete
IENE - i movimenti di passeggeri e merci in Europa sono più che raddoppiati,
e le previsioni al 2025 parlano di un +150/200% di traffico rispetto al
1993. Le politiche UE sulla rete di trasporto (espresse dalla TEN-T)
porteranno alla realizzazione di 30 direttrici internazionali, ed entro il
2020 vi saranno sul suolo europeo 90mila chilometri di strade e 94mila di
ferrovie. Solo in Italia nellimpatto contro veicoli muoiono ogni anno oltre
1,5 milioni di animali selvatici tra piccoli ricci (le vittime più frequenti
di incidenti) anfibi e uccelli, in particolare rapaci (Civetta e Barbagianni
i più a rischio), cui si aggiungono animali di grande taglia come ungulati,
lupi e orsi, che creano pericoli anche alla vita delle persone coinvolte
negli scontri.
In Italia sono presenti 26 tra autostrade e superstrade che costituiscono
una barriera invalicabile per mammiferi, rettili, anfibi e invertebrati
terrestri.
Nonostante lItalia sia più arretrata rispetto a molti altri Paesi europei
nel settore delle strutture che riducono limpatto sulla biodiversità delle
infrastrutture di trasporto, stanno nascendo anche nel nostro Paese sempre
più iniziative volte a contrastare il fenomeno. Leader delle regioni è il
Friuli Venezia Giulia, che con quattro ponti verdi lunghi fino a 800 metri,
4 tunnel e 50 sottopassi per la fauna selvatica detiene la palma della
regione più verde in Italia in fatto di infrastrutture ecologiche volte ad
aiutare mammiferi, rettili, anfibi ad attraversare in sicurezza autostrade,
ferrovie e strade. Altro esempio di eccellenza è il Parco Regionale lombardo
del Ticino, che ha realizzato ecodotti, ponti verdi e corridoi ecologici
costruiti in occasione dellinaugurazione dellaeroporto di Malpensa 2000.
Il parco ha inoltre costruito condotti a uso misto faunisticp/pedonale, come
il Ponte del Gabibbo, lungo 40 metri che utilizza un cavalcavia stradale
in disuso collocato dentro a un bosco, e un ponte paesistico di oltre 500
metri costruito per realizzare un corridoio sopra una superstrada.
<<Nonostante le numerose iniziative adottate a livello locale ha spiegato
Marco Dinetti della LIPU - mancano in Italia leggi, regolamenti e linee
guida tecniche specifiche che portino alladozione sistematica di misure
utili a mitigare gli impatti delle infrastrutture sulla biodiversità. A
fianco delle reti tecnologiche, formate da strade, ferrovie ma anche da
canali, elettrodotti e insediamenti ha concluso occorre promuovere reti
ecologiche, favorendo così la permeabilità delle infrastrutture e la
connessione tra ecosistemi>>.
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