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BIOCARBURANTI, HABITAT DISTRUTTI E BIODIVERSITA' DIMEZZATA PER FAR POSTO ALLE COLTURE ENERGETICHE. LIPU-BIRDLIFE ITALIA ALLA COMMISSIONE EUROPEA: "ABBASSARE L'INSOSTENIBILE
TARGET DEL 10% E INTRODURRE SEVERI STANDARD PER IL RISPETTO DELL'AMBIENTE"
Sei casi a livello mondiale pubblicati oggi su www.lipu.it denunciano i gravi rischi per l?ambiente
09 MAG 2008
La diffusione delle colture energetiche per produrre biocarburanti sta
causando gravi disastri ambientali in tutto il mondo e non contribuisce alla
lotta contro i gas serra, suscitando anzi in molti casi l?effetto contrario.
Sono sei gli esempi a livello mondiale riportati nel nuovo dossier di
BirdLife International, la rete di associazioni di cui LIPU è rappresentante
per l?Italia, pubblicato oggi sul sito www.lipu.it .
Sei casi dalla Malesia al Brasile, dal Kenya all?Europa e Stati Uniti, dove
foreste, zone umide, savane e altri habitat importanti per specie animali e
vegetali devono far posto alle ben più redditizie coltivazioni di soia, olio
da palma, canna da zucchero, ricino, sempre più richieste sul mercato
internazionale.
I risparmi nell'emissione di gas serra in atmosfera che i biocarburanti
(bioetanolo e biodiesel) - sottolinea la LIPU - permettono di ottenere
rispetto ai carburanti fossili sono in diversi casi inesistenti a causa
delle elevate quantità di fertilizzanti azotati necessari per la
coltivazione, fonte di un potente gas serra come il protossido di azoto.
Addirittura la quantità di emissioni di gas serra causate dall'intero ciclo
di coltivazione e utilizzo dei biocarburanti risulta maggiore di quello dei
combustibili fossili.
In Europa una proposta della Commissione europea fissa al 10% entro il 2020
la percentuale che i biocarburanti dovranno rappresentare sul totale dei
carburanti impiegati nel settore dei trasporti. Una proposta insostenibile
e irrealizzabile ? spiega la LIPU ? perché implicherebbe l?utilizzo di
enormi estensioni di terreno in Europa, con conseguente utilizzo e
distruzione degli habitat e della biodiversità. Inoltre, pur ammettendo
l?ipotesi di coltivare tutti i terreni ad oggi disponibili, l?Unione Europea
riuscirebbe a soddisfare questo obiettivo solo per un terzo. E ciò inoltre a
grave discapito dell?ambiente, perché nelle proposte della Commissione
Europea c?è la cancellazione del setaside obbligatorio, ossia la messa a
riposo di terreni agricoli divenuti un rifugio importante per molte specie
di uccelli selvatici tipici degli ambienti agricoli e da anni in grave
declino, proprio per far posto a mais e colza.
La Commissione Europea, inoltre, non dà garanzie di sostenibilità nemmeno
per quei biocarburanti che arriveranno dall?estero, cui sarà costretta a
rivolgersi essendo la propria produzione interna insufficiente per
raggiungere il target del 10%. Infatti la Commissione pone insufficienti
attenzioni agli effetti negativi indiretti della produzione di biocarburanti
su numerosi habitat naturali presenti in varie parti del mondo, come le
foreste primarie del Sudamerica o del Sud-est asiatico, veri e propri
serbatoi di biodiversità e preziosi serbatoi di carbonio.
<<Chiediamo all?Unione Europea - dichiara Patrizia Rossi, reponsabile
Agricoltura LIPU-BirdLife Italia - di abbassare l?insostenibile target del
10% di biocarburanti e di introdurre un sistema di certificazione
obbligatorio e il rispetto di standard ambientali minimi, che tengano conto
degli impatti diretti e indiretti che la realizzazione di colture
energetiche comporta sull?ambiente e sulla biodiversità>>.
Il dossier completo di BirdLife International ?Fuelling the ecological
crisis - Sei esempi di distruzione dell?ambiente causati dai biocarburanti? è scaricabile al sito www.lipu.it
Tra i casi segnalati:
1) ETIOPIA - All?interno di Babille, noto santuario degli elefanti, una
delle aree più importanti per la tutela di 300 elefanti appartenenti a una
rara sub-specie e di 106 specie di uccelli selvatici, 10mila ettari sono
stati concessi nel marzo 2007 a un produttore di ricino per la realizzazione
di biocarburanti. Nel complesso, la cessione di territorio ai produttori
stranieri di biocarburanti passerà presto dagli attuali 196mila gli ettari a
1,15 milioni di ettari, equivalenti a 3 milioni di campi da calcio.
2) SUD-EST ASIATICO - l'espansione delle coltivazioni di olio di palma a
fini di produzione di biocarburanti ha inflitto gravi perdite nelle foreste
di pianura di Malesia e Indonesia e ora anche della Papua Nuova Guinea. In
Malesia e Indonesia circa l?80% dell'habitat dell'Orangotango è andato
distrutto. Nell'isola di New Britain, nuova frontiera della deforestazione
nei pressi di Papua Nuova Guinea, si registrano ritmi record pari all'1,1%
annuo, contro lo 0,8-0,9% dell?intera area del sud-est asiatico. Uno studio
comparato derivante da immagini satellitari ha evidenziato la distruzione
del 12% delle foreste del paese tra l?89 e il 2000. 38 specie di uccelli
endemiche sono minacciate. Oltre alla distruzione delle foreste, vengono
eliminate anche le torbiere, importanti depositi di carbonio.
3) KENIA - Un progetto nel delta del fiume Tana prevede di utilizzare 20mila
ettari per la produzione di canna da zucchero. Tale progetto causerà il
degrado dell?intero ecosistema umido, mettendo a rischio un?area IBA
(Important Bird Areas) di 130mila ettari dove vivono 345 specie di uccelli e
non meno di 22 specie che in quest?area vantano importanti popolazioni a
livello mondiale.
4) BRASILE - L'ecosistema del Cerrado, formato da savana, foreste e fiumi
che copre il 21% del paese sudamericano, è minacciato dal 2004 da un vasta
coltivazione di soia che lo ha praticamente dimezzato. Il Cerrado è la
savana più ricca di vita selvatica al mondo. Ospita 935 specie di uccelli,
300 di mammiferi, centinaia di specie di rettili e migliaia di piante. Il
Cerrado è un grande serbatoio di anidride carbonica.
5) EUROPA - E' il caso già citato del setaside obbligatorio, che la
Commissione europea ha azzerato per il 2008 (e che vorrebbe cancellare in
via definitiva) al fine di aumentare la produzione di cereali e ovviare agli
alti prezzi del mercato. Il setaside è importante per la biodiversità e gli
uccelli, perché fornisce cibo in inverno e un sito tranquillo per nidificare
in primavera: Quaglia, Succiacapre, Saltimpalo e Strillozzo e numerose altre
specie selvatiche che trovano nelle campagne cibo per sopravvivere.
A livello europeo una delle specie la cui sopravvivenza più dipende dal
setasideè la Gallina prataiola, che l'agricoltura intensiva ha già portato
all?estinzione in 11 Paesi europei. In Francia questa specie è crollata del
90% negli ultimi 20 anni, e la sua sopravvivenza dipende strettamente dal
setaside.
6) STATI UNITI - Gli Stati Uniti hanno fissato un target di sostituzione del
20% del gasolio con biodiesel entro il 2017. Ciò ha incentivato le colture
energetiche e fatto salire il prezzo del mais. L?intensificazione delle
coltivazioni ha causato gravi danni alla biodiversità, come per molte specie
di uccelli, anatre e altre, che vivevano in zone umide convertite in aree
agricole. Per molte specie il declino è calcolato in media del 52%
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